GLI ULTIMI SARANNO: carcere minorile, Roma -la storia di lucia-

Lucia Di Mauro Montanino

è la moglie di una guardia giurata che A. e altri tre ragazzi assassinarono il 4 agosto 2009 in piazza Mercato, a Napoli, per rubargli la pistola.

A. era il più giovane, neanche diciassette anni, rapinatore da tempo e padre da pochi giorni.

Condannato a 30 anni, poi ridotti a 22, è “già” fuori dopo otto.
Se A. oggi può uscire, lavorare, stare con i figli, lo deve in gran parte alla vedova dell’uomo che ha ucciso.

“Al carcere minorile di Roma abbiamo parlato di perdono, compassione e redenzione”

Il marito di Lucia si chiama Gaetano

…Ad memoriam…

L’ articolo sull’ episodio

UN FIORE

Mi avete chiesto di tutto:

Come è cambiata la tua vita?

Come fai ad andare avanti?

Come farai a ricominciare?

Dove troverai

forza, coraggio, speranza?

Mi avete chiesto di tutto

Ed io

In silenzio

Guardavo

Dove nessuno guardava

Mi avete detto di tutto:

Dovrebbero buttare via le chiavi

Devono soffrire anche loro

Le stesse pene, lo stesso male

…Vendetta…

Dove troverai

forza, coraggio, speranza?

Mi hanno detto e urlato di tutto

Ed io

In silenzio

Sentivo

Battere il mio cuore

Sempre più forte

Poi …

L’ho sentito Nascere:

un fiore

Nonostante

tenebre fitte

e neve gelata

Un fiore

Che racchiude

una forza

Mai sentita prima

Mentre fuori di me

Il rumore si faceva assordante

Io avevo occhi solo

Per lui.

Questo piccolo fiore

Che piano piano

Ha ridato

Senso alla mia vita.

Un fiore chiamato

Perdono.

E mentre tutti mi dite

Ma come fai ?

Io…

Lo faccio

Io

Ho una responsabilità

Dopo una vittima

Non cè ne sarà

Un altra.

È passato

Tanto tempo

Oggi

Ho abbasso gli occhi

E ho visto

Che il mio fiore

Ha un petalo nuovo

Di un colore mai visto

E così

ho capito

Anche lui

Vorrebbe così.

Solo se

Abbassate la voce

Solo se fate silenzio

lo capirete anche voi

prossimi appuntamenti:

Sesèmamà

Per tutti I nostri video, clicca qui

Per chi volesse assistere agli eventi in carcere.

Bisogna inviare i dati anagrafici ( nome, cognome data luogo nascita. Residenza e c.fiscale ) specificando la data.

Entro il 10 maggio

Mandare una mail qui :

francesco.cacciapuoti@camera.it

Gli incontri sono alle 10 di mattina

Altri appuntamenti:


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MADONNE STANCHE

MADONNE STANCHE

Un nuovo progetto, frutto della collaborazione con Claudia Balsamo ( BADERÌA TEATRO )

In scena :

Federica Palo e Roberta Aprea

Drammaturgia: Claudia Balsamo

Regia: Raffaele Bruno

È troppo tardi

per chiedere scusa vero?

eppure siamo solo due donne,

Quattro braccia,due teste,

quattro gambe

Un pensiero, un ossessione,

una maledizione
cuce i nostri corpi,

in un solo gesto, uno solo, uno

Quattro occhi,

Due bocche,

quattro seni

Uno solo gesto Un solo Uno..

Un rosario di grani rossi

Preghiere che fanno buchi in cielo
Corone piene di spine e lacrime

Siamo due donne

Madonne senza culle e senza figli

Noi vi preghiamo, ricordate
Anche noi siamo state bambine
E forse non siamo mai cresciute

O forse

mai nate

GLI ULTIMI SARANNO carcere minorile di Airola: video-testimonianza

“Musica ed emozioni

oggi hanno permeato il teatro dell’ IPM di Airola

che per qualche ora si è trasformato in un luogo magico,

dove i nostri giovani ospiti sono stati coinvolti in uno spettacolo di grande valore artistico e dalle profonde tonalità emotive.

Il nuovo direttore dell’Istituto dott.ssa Marianna Adanti ha accolto con entusiasmo l’iniziativa che Raffaele Bruno e i suoi compagni di viaggio

stanno portando avanti nei diversi Istituti penali.

per promuovere spazi di espressione creativa e dare voce agli ‘ultimi’.”

Dott.ssa Milena Marchese funzionario pedagogico

Special guest di questa tappa: Lucariello che tiene da molti anni nella struttura un laboratorio di “rap”

Che ha dato frutti luminosi

LE NOSTRE VIDEO TESTIMONIANZE

Le prossime tappeE ancora:

RITO CON CLAUDIO GNUT

Ho fatto un sogno…

C’era un orso innamorato

Che danzava sulle onde

Assieme a ” vecchi ”

Tornati bambini

C’era un fiore

Che profumava

Di lacrime e perdono

E C’erano

tanti pezzettini di carta…

…Poi Venne il vento

E non se ne portò via

Nemmeno uno

Perché erano

Uniti.

E poi

C erano tante donne

Fragili, tristi

Con segni sul viso

Antichi e sanguinanti

C’erano donne

Da tutti i posti

Del mondo

C erano donne

Che stavano per entrare

In una grotta

Dove abita

Sempre

Un mostro.

Dove si sente solo

Puzza

Di vergogna

E sudore.

Queste donne

Pronte

Al peggio

Trovarono lui

…Un poeta…

le offrì

Un sorriso

Un fiore

E tutta la gentilezza

E la compassione

Che si può

Mettere

In una canzone.

Mi sono svegliato

Sono tornato al mio lavoro

Spacco legna per vivere

Ogni giorno.

Mi sento stretto

In una vita non mia

Ma

penso a quelle donne

A quell’ incontro inaspettato

“si Nun pienz’ a nient

Nient Po fa male”

La vita è una

Non la sprecherò

A contare

Le mie rughe

Io mi prenderò cura

Delle persone

Io esploderò

Come un benefico

Fuoco d artificio colorato

Come un nonno

Che canta

Ubriaco a cento matrimoni

Io sarò

Una bomba

Che quando esplode

Non distrugge

Ma

Mette

Tutto

A posto.

Grazie a Claudio, Roberto e Alessandro.

Grazie a chi anche stasera

ha creato un cerchio

Irripetibile

un cerchio che parte da qui

E non Si sa dove arriverà

“Nella piazza del Delirio Creativo si respira la rivoluzione delle persone, si respira la loro libertà, il ruolo di spettattore e di attore o musicista si perdono in un sentire comune di libertà, andare lì non è mai tempo sprecato anzi è riconquista di se stessi assieme a tutti
Tutti Ci pigliamm nu poco e bene”

Francesco coraggio ( autore delle foto)

GLI ULTIMI SARANNO: carcere di Salerno: video-testimonianze

Carcere di salerno:

Ad oggi, Il nostro viaggio ci ha portato a visitare 5 carceri,ad incontrare circa 400 detenuti e poi guardie carcerarie, funzionari, operatori, educatori, volontari.

Un mondo complesso, un mondo a cui bisogna dare sostegno e aiuto.

Perché purtroppo a volte per alcune persone è l unico momento in cui riescono ad incontrare la società e a volte è la prima volta in cui riescono ad incontrare se stessi.

Questa possibilità è preziosa, va sostenuta e agevolata con ogni mezzo, perché racchiude in sé il seme del cambiamento , il seme che può restituire alla società un uomo nuovo, trasformato.. salvo.

Un uomo che può far bene a se stesso e agli altri.

L’arte, la creatività è una delle chiavi più potenti ed efficaci per raggiungere questo obbiettivo rivoluzionario”

Carcere di s.m.c.vetere:

Le parole della dott.ssa Giovanna Tesoro (funzionario giuridico pedagogico)

La creatività in carcere si esprime attraverso quelle che vengono definite attività trattamentali, che hanno quale obiettivo la rieducazione del condannato. La finalità rieducativa della pena e garantita dalla Costituzione.

In particolare l’art 27 impone che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Tra le attività trattamentali, quella teatrale assume una notevole importanza,

sia per l’effetto catartico che produce per chi la pratica, sia per gli elementi educativi che essa ricomprende.

si pensi alla disciplina, il rispetto dei tempi e delle regole, la condivisione delle dinamiche di gruppo

Carcere di nisida:

Siamo andati a fare lo spettacolo al carcere di nisida ed è stata una giornata che mi ha fatto molto riflettere.

Non ero mai stata in un carcere minorile in cui c’erano ragazzi veramente giovani e che già avevano un passato e un presente così difficile.

Avevano gli stessi visi puliti e timidi degli studenti che vengono a fare i laboratori scolastici , gli stessi visi puliti e timidi dei ragazzi della nostra chiesa , le ragazze avevano lo stesso loro imbarazzo nel recitare una poesia o nel cantare una canzone e mi sono chiesta cosa possono aver mai fatto di così terribile questi ragazzi per stare qui già da qualche anno e per doverci stare qualcuno ancora a lungo…

Quasi tutti portano con loro un fardello molto pesante che li ha portati dove sono ora e loro sono i piccoli Gennaro, Giovanni ecc…che ho conosciuto nelle case circondariali per “grandi”.

Ma a 19 anni non puoi pensare che la tua vita debba essere questo e così è. A 19 anni è obbligatorio pensare di poter diventare quello che vuoi , poi conosci alcuni di 19 anni e capisci che gli hanno insegnato un altra cosa .

Là ho visto ragazzi giovani ridere, divertirsi, cantare e reppare molto meglio di quelli che vanno in televisione ed emozionarsi perché dovevano parlare davanti a un piccolo pubblico. E basta solo questo .

Per quelle due ore avevano la possibilità di emozionarsi e basta ,di ridere e basta senza pensare che c è altro da fare ,che c’è qualche vendetta da consumare che c è una famiglia che altrimenti non mangia ,che bisogna essere forti e violenti altrimenti non si sopravvive.

Ho visto ragazzi giovani che facevano i giovani e basta e ho pensato a quanto la nostra società sia indietro se abbiamo bisogno di rinchiudere il nostro futuro.

“Certi bambini ” solo rinchiusi possono concentrarsi su quello che vogliono essere da grandi e questo è un fallimento per l umanità tutta.

Mi sono sentita piccola come essere umano di fronte alla grande stortura del mondo .

Ma in fondo io che ne so,vado li per due ore dico che la vita è bella che per fare cose buone basta volerlo e me ne torno a casa ,alla mia bella comunità, alla mia vita tutto sommato semplice .

E invece no.

Bisogna andare anche solo per due ore, bisogna andare perché l’arte è un pretesto per incontrarsi per conoscersi per confrontarsi e quindi se canti una canzone in meno non fa niente ma se incontri una persona in meno quello si che ti può cambiare la vita .

Finché siamo vivi è possibile cambiare le nostre vite ,io personalmente ho tanti esempi intorno a me, incontri che con i loro racconti mi hanno resa migliore .

Siamo tutti fili di lana dello stesso scialle tutti bisognosi di carezze,

che cosa ci succederà quando perderemo la voglia di incontrarci, rinchiusi in una tecnologia che ci sta alienando gli uni agli altri?

Visi timidi,mani adulte ,occhi antichi…

questo accade quando le persone si incontrano e si guardano, davvero”.

FEDERICA PALO, attrice

Carcere di aversa:

Le prove:

Le nostre precedenti esperienze:

Servizi di raidue( carcere di Eboli )

Carcere di carinola

Carcere di eboli:

Una lettera speciale:

Prossime tappe:

INFELICI NOTTI

Trailer dello spettacolo:

Disagio mentale, aborto, femminicidio, sono alcune delle tematiche che “abitano” questo spettacolo,

nato dalla decennale attività del collettivo “delirio creativo” e ispirato alla carne viva dei laboratori teatrali tenuti in carcere, nelle comunità di recupero, negli ospedali psichiatrici e nelle scuole

“infelici notti” e anche una visone in cui si respirano le atmosfere beckettiane di “giorni felici” di beckett,

testo trasfigurato dall autore Raffaele Bruno e messo al servizio della voce dell’attrice Federica Palo

che interpreta una donna
intrappolata in un (non) luogo: un manicomio, la fine del mondo o un sogno? chissà

la donna inveisce contro un mondo che non l’ascolta, non la capisce e per questo forse l’ha reclusa, allontanata, nascosta.

Soffrirebbe troppo a sentire la sua verità che sa di perdità di umanità, violenza, e paura.

La donna vorrebbe solo essere capita, vorrebbe il suo spazio,
uno spazio di incontro che in tempi come i nostri
si fa sempre più fatica a trovare.

Ed ognuno viene lasciato a se stesso, a fronteggiare le belve feroci all’angolo
di strade buie, in notti infelici, che sembrano non finire mai.

Le date del tour:

SPETTACOLO INTEGRALE:

Il quadro da cui è tratta la locandina:

È di Alessia Cardinale