Rito con: Blindur e Friends e le nostre produzioni

Quando sei al buio hai la responsabilità di…

brillare di più,

danzare con più attenzione,

giocare con più fantasia.

Quando sei al buio

le mani sono una bussola

e gli abbracci una salvezza.

Quando sei al buio canta,

canta fortissimo,

in tanti si uniranno

e tu non sarai

mai più

solo

IL PROSSIMO RITO:

Uno sguardo su alcune delle produzioni di

DELIRIO CREATIVO

Per info sugli eventi in carcere:

Www.gliultimisaranno.it

GLI ULTIMI SARANNO: Torino, Eboli e magia a Salerno

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Lo scorso 27 Gennaio, presso la Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino, è andato in scena un nuovo Rito di Improvvisazione, che ha visto insieme a Gli Ultimi Saranno, la partecipazione di Clown Carillon & Family, di Sabrina Pallini e Gaia Marlino.

Ecco la testimonianza di Sabrina Pallini:

Da giovedì scorso ad oggi compreso,la Musica mi ha portato un po’ in giro, e come sempre mi ha regalato momenti di grande intensità.
Tra insegnamento, prove con musicisti, spettacoli mirabolanti con visionarie compagnie di teatranti, ho solo incontrato Anime Belle. Tutto, questa mattina, ha raggiunto un apice difficilmente descrivibile con le parole, al Carcere delle Vallette.
(voglio chiamarlo così, come lo definiamo normalmente nel lessico familiare).
C’erano:
Detenuti
Guardie
Famiglie dei detenuti
Inservienti
Educatori
Attori
Clown
Cantanti
Musici
Fonici
Ammistratori
E si sorrideva, si battevano le mani, (a volte anche a tempo), e si cantava e si suonava, si leggevano le lettere che fanno scendere le lacrime, si ballava e ci si abbracciava, e si suonavano persino scope elettriche e sanitari di plastica.
E lo facevamo TUTTI INSIEME.
IO L’HO VISTO.
SI PUÒ.
(Grazie alla mia famiglia Napoletana)

In alto, un momento del rito, in cui alcune ospiti della struttura hanno struccato Clown Carillon, svelando le fattezze dell’artista Paolo Casanova.

Ringraziamo l’Associazione La Brezza Onlus per averci aiutato a preparare e realizzare l’evento.

In basso, un pensiero di cui ci hanno fatto omaggio l’associazione e i partecipanti del laboratorio creativo:

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A SALERNO, SPETTACOLO DI MAGIA E REGALI PER I BAMBINI

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17 Dicembre 2019

Durante il pomeriggio, presso la Casa Circondariale di Salerno, all’iniziativa “Dona un giocattolo” si è aggiunta la performance del mago Luca Lombardo.

Proprio Luca scrive, di ritorno dall’evento:

Mi sono esibito in tantissime situazioni particolari da quando faccio questo lavoro , credetemi non è retorica, ma questa giornata la ricorderò a lungo, a fine spettacolo scandivano il mio nome e una detenuta mi avvicina e mi dice: “ Sei stato un raggio di sole in questa cuposa cattedrale…”. Essere riuscito a condividere il mio mondo con persone che non stanno vivendo un buon periodo mi rende veramente felice.

Ringraziamo, inoltre, i donatori dei giocattoli:

Federica, Francesco, Luisa, Fabrizia, Francesca, Giusy, Raffaele, Lara, Enza, Claudia, Gabriella, Gianluca, Annalisa.

Clicca qui per leggere l’articolo che il Corriere della Sera ha dedicato al Carcere di Salerno e all’evento.

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e tra poco arriva: “GRAVIDANCE”

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…in cantiere uno spettacolo tutto nuovo e nuove date per “Ancorantigone”…

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Rito con MAURIZIO CAPONE ( 10 gennaio 2019 ) e… Montecitorio, un clown e gravidance

C’ammo fatto via Foria
canticchiando per la via,
mente fissa sull’arrivo:
IL DELIRIO CREATIVO !
Vi dirò, fuori dai denti,
“I più sinceri complimenti”
Che persone! Brave e belle,
sian mature o peccerelle.
Non abbiamo Brunelleschi,
ma ce sta Alessandro Freschi,
ha di pregi lunga lista,
dico solo ch’è il regista.
E giocando con le dita
Federica inizia il rito,
poi volteggia per la stanza
e così diventa danza.
Cambia il ritmo, ora africano,
vedo neri lancia in mano
e c’è Guido che non sbaglia
a lanciare la zagaglia.
Serpico, poi, da vero mastro,
ci porta in auto a Policastro.
Così il tempo se ne vola,
è già il turno di Nicola,
che confessa, proprio qui,
che rubava dei CD.
” Ma i rimorsi sò squagliati
perchè poi li ho regalati.”
Quindi Paola Mazzarelli,
scuotendo i suoi capelli,
del papà ci raccontava
e di come si bagnava.
A chiusura va la Cioci,
della mamma fa le voci,
a sentire “Grande grande”
ci bagnamo le mutande.
C’è il papà di Lello, Franco,
corre corre, ‘n’è mai stanco,
Anche sua mamma, Enza,
balla, salta e nun ce penza.
E pò… ce vò curaggio
pe’ cantà “Era de maggio”
a ‘na figlia ch’è scomparsa.
È tragedia, nunn’è farsa…
Non esiste vita senza
una profonda sofferenza.
Accomuno il mio dolore.
Ci consolerà l’amore…

E pò ce sta Capone
ch’è davvero un artistone.
Amo la sua lotta drastica
ai rifiuti ed alla plastica.
Il nome è Maurizio
e s’è livato ‘o sfizio
di fare percussioni
con le latte e coi bidoni.
E che dire a Lello Bruno?
Comme a te nun c’è nisciuno!
Ti assicuro, pochi fanno
cose come “Gli ultimi saranno”.
Me scurdavo ‘e musicisti,
proprio loro!, grandi artisti…
Lucio Pierro e Gesualdi,
con i loro toni caldi.
non mollavano di un passo
la chitarra di Capasso.
A finire un concertone
per scopa e per bidone.
‘O CD me sò accattato
e me song’ arrecriato.
P.S.
E una bimba come Perla
chi non vorrebbe averla?

sunto poetico di FRANCO AMMIRATI

Prossimo appuntamento con

il rito a Napoli, Ospiti:

BLINDUR e friends

prossimo appuntamento in carcere :

Evento speciale:

GLI ULTIMI SARANNO a MONTECITORIO

CONVEGNO SPETTACOLO DE GLI ULTIMI SARANNO A MONTECITORIO

Lunedì 10 Febbraio dalle ore 16:00, nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, è in programma “Gli Ultimi Saranno – Convegno Spettacolo”, un’ occasione di condividere esperienze e idee sui Laboratori Creativi e le Buone Pratiche all’interno delle carceri.

L’evento ospiterà testimonianze dirette di operatori e detenuti provenienti dagli Istituti Penitenziari che hanno già accolto Gli Ultimi Saranno nelle loro strutture, interventi dei rappresentanti istituzionali coinvolti, e saggi del rito di improvvisazione che abbiamo proposto alle carceri nell’ultimo anno.

Il numero di partecipanti è limitato, per assistere all’evento è necessaria la prenotazione, inviando i propri dati personali (Nome, Cognome, Data e Luogo di Nascita) alla mail bruno_r@camera.it oppure chiamando il numero 3669509979, e richiedendo conferma della disponibilità dei posti.

Per accedere alle sale della Camera dei deputati, inoltre, è obbligatorio un documento di riconoscimento e per i Signori è obbligatoria la giacca.

oggi nasce GRAVIDANCE.

Notizie… a breve.

Delirio creativo : il rito torna a Napoli.

Torna il rito del DELIRIO CREATIVO.

Si ( ri ) comincia assieme al nostro caro compagno di viaggio :

MAURIZIO CAPONE

informazioni per i partecipanti :

Attraverso il teatro faremo un viaggio nella nostra memoria.

Ti invitiamo a condividere il ricordo di un momento significativo della tua vita familiare

e di come questo episodio ha arricchito la tua vita.

Pensa a questa condivsione come ad un dono per gli altri.

Nelle storie degli uomini ci sono tutte le storie e c’è sempre da imparare, da lasciarsi ispirare, da commuoversi.

Puoi assistere, scrivere, disegnare…

per chi decide di partecipare, un pò di consigli:

porta vestiti comodi,

lavoreremo ( anche ) con il corpo

scegli con cura il ricordo da condividere

puoi arricchirlo con testi tratti dai libri che hai letto

Puoi scegliere una canzone, un canto, una ninnananna a te particolarmente cara (non occorre essere intonati)

porta qualcosa che ha a che fare con il tuo ricordo.

oggetti, un abito, accessori.

Se sai suonare porta il tuo strumento

insomma piena libertà.

puoi decidere di raccontarlo come vuoi,

In prima persona, dal punto di vista del personaggio protagonista,

puoi mimare, usare solo il corpo,

parlare in dialetto

sarà una bellissima avventura,

da cui usciremo pieni di

“bellezza” nuova

che creeremo tutti assieme.

Non vediamo l’ora di incontrarti.

Federica e Raffaele

PS sono ben accetti:

Cibo, bevande, amiche, amici, familiari e persone amate.

Ad una festa, non si viene a mani e cuore vuoto.

PROSSIMI APPUNTAMENTI :

Prossimi incontri in carcere :

Altre info su come partecipare o donare libri per le carceri qui:

Www.gliultimisaranno.it

DELIRIO CREATIVO: appuntamenti per l’anno che verrà

Il nostro rito riprende a gennaio

In collaborazione con l’associazione “NAPOLINVITA”

Si comincia con tre ospiti d’eccezione:

Assieme a NAPOLINVITA:

-Gireremo con: ANCORANTIGONE e INFELICI NOTTI

-parteciperemo al progetto ACTLAB

Nell’ambito di questo progetto prenderà vita il nuovo lavoro della compagnia

“LACRIME SCALZE ”

Continua il tour nelle carceri:

Con GLI ULTIMI SARANNO

…nel sito trovi le informazioni per partecipare agli incontri in carcere…

Per Martedi 17 gennaio, si può contribuire donando un giocattolo

Tutti martedì continua il laboratorio con le ospiti della sezione femminile del carcere di Salerno, a cura di Federica e Francesca Palo

Qui il report della prima importante tappa:

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“La funzione del teatro in carcere è propria quella di acquisire consapevolezza di sé, di canalizzare le proprie energie in maniera positiva, di sperimentare ruoli e dinamiche diversi da quelli propri della detenzione” spiega Federica Palo.
Ad accompagnare lo spettacolo il gruppo musicale tutto al femminile le Sesèmamà che, con la loro musica di contaminazione, sono una realtà tra le più interessanti del panorama musicale partenopeo.
“La funzione catartica del teatro assume una valenza più forte quando, come oggi, è posta in essere dalle donne per le donne” dichiara il direttore Romano “ E’ stata messa in scena la complessità dell’universo femminile. A breve partiranno anche altri progetti destinati alla sezione femminile, tra cui “Arrosti domiciliari” in collaborazione con una nota rivista gastronomica del territorio”.

“Una delle gioie più grandi per un musicista e’ la partecipazione di chi ascolta, di chi assiste all’opera d’arte ma la vive attivamente.
È questo che da’ il vero significato a questo nostro strambo mestiere.
Lunedì scorso, nel carcere di Fuorni in provincia di Salerno,insieme alle nostre sorelle e fratelli detenuti, lo abbiamo fatto.
Ci siamo raccontati gli uni agli altri offrendo noi stessi, ascoltando, partecipando.
Abbiamo cantato, suonato, riso e pianto insieme, senza giudizio.
Chissà perché gli esseri umani, quando sono in difficoltà, si fanno più vicini, chissà perché non lo fanno sempre.
Non dovremmo mai dimenticare che siamo tante voci, ma se cantiamo in coro è meglio.
Diventa tutto più facile.
INSIEME.

Sabrina pallini

per incontrare il DELIRIO CREATIVO “fuori”

il prossimo appuntamento:

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Le nostre carceri: Pozzuoli, Sant’angelo dei lombardi e Secondigliano

CARCERE FEMMINILE DI POZZUOLI (feat. Fede’n’ Marlen)


Forse ieri la musica ci ha regalato una delle possibilità più grandi in sei anni.
Cantare nel carcere femminile di Pozzuoli non si può raccontare a parole. Tutto è riduttivo.
Sappiamo solo che siamo entrate in un modo e uscite in un altro.
Sorridenti per le parole e gli abbracci scambiati con tante donne, ma con addosso un forte peso al petto. Tanto dolore e miliardi di domande
Una su tutte: cosa posso fare io?
Grazie a Raffaele e a tutti i musicisti che con grande verità seguono questo progetto “gli ultimi saranno”.

Fede’n’Marlen

 
 
” Quando Raffaele e il suo gruppo ci ha invitate a suonare alla casa circondariale di Pozzuoli il nostro entusiasmo è salito alle stelle.. Ma più la data si avvicinava… più saliva l ansia..  paura del troppo sentire, dello stare male, come reagiró alle storie che ascolteremo? Cosa dovrò dire? Sarò abbastanza forte dal sostenere il peso di ciò che queste donne stanno vivendo?
Tutto questo macigno è svanito pian piano.. parlando con le prime donne arrivate al teatro all’ interno del carcere.
Tutto questo macigno si è dissolto nella consapevolezza dell enorme occasione che avevamo  di poter cantare davanti ad un pubblico che altrimenti non ci avrebbe mai incontrate 
Tutto questo macigno si è diradato capendo che il nostro ruolo era mettersi a disposizione, tradurre, decifrare, essere specchio non solo del dolore ma anche e soprattutto della rivoluzione che molte delle donne incontrate stanno già mettendo in atto.
Ci siamo sentite per tutto il tempo semplicemente tra donne che lottano.
Donne che si appellano al potere della creazione, della cura.
E non solo dei proprio figli ma della vita in toto.
Ciò che abbiamo preso sento sia nettamente superiore a ciò che siamo riuscite a dare e questo è stato un dono indimenticabile”.
Federica Ottombrino

Alcune parole condivise sul palco dalle ospiti del carcere:Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 20191104_143222-1024x484.jpg
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“Una giornata davvero speciale al Carcere di Pozzuoli. Un incontro di anime fatto di note, parole, suggestioni, emozioni con un denominatore unico: l’autenticità che non è semplicemente verità (quella viene richiesta nelle aule giudiziarie…). Essere autentici è una condizione più difficile, più faticosa da percorrere perché implica il contatto con una parte di sé non sempre esplorata, una zona profonda che la scrittura è capace di rivelare se ci si pone in ascolto e in autocritico svelamento. Le allieve della nostra scuola stanno imparando a non nascondersi e ad usare ogni strumento proposto per arrivare a trovare il bandolo annodato della propria esistenza. E ricominciare. Perché gli Ultimi saranno … non necessariamente i primi, se avranno la possibilità di cominciare ad essere”
prof.ssa Angela Cicala

CARCERE DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI:

Da un fermento iniziale di organizzatori, personale, persone ristrette, tutti intenti a definire gli ultimi dettagli… ecco che tutto ad un tratto s’inizia. Un inizio lento quasi sottovoce per poi ritrovarsi immersi in un turbinio di emozioni che emergono dirompenti dall’animo. Ed ecco domandarsi dove sono, dove mi trovo? In un teatro?
Altrove dal luogo solito che vivo per lavoro.
Le corde dell’anima suonano all’unisono, le mie come quelle degli spettatori in sintonia con gli attori e musicisti. Il culmine si avverte nel conoscere “Maria” che dal suo sorriso spensierato e proteso verso il futuro, in un crescendo di violenza, diventa un cadavere, che si concretizza davanti ai nostri occhi.
Lo spazio tra la platea ed il palcoscenico si riduce fino ad azzerarsi diventando un tutt’uno.
Un grazie infinito a chi ci ha regalato la possibilità di uscire dall’ordinarietà.“.Marianna Pernice, Mariapina Matteis, educatrici

alcune delle poesie recitate con noi dai detenuti:
il servizio RAI sull’eccellenza di questo carcere

CARCERE DI SECONDIGLIANO (special: euphoria gospel choir)
L’ evento ha ospitato anche interventi di recitazione e canto dei detenuti impegnati nel laboratorio “Le Voci di Dentro”, curato da Luca Di Tommaso con Guido Primicile e Monica Pinto.

“Dopo un po’ arrivano anche gli altri artisti che si esibiranno insieme al coro e cominciano a provare. Bravi. Cantano in gruppo all’unisono e qualcuno canta anche da solista. Prima del concerto ci riuniamo dietro le quinte per pregare. Uno di loro, Sergio, si presenta a tutti noi del coro e ci stringe la mano uno per uno. Molto cordiale e simpatico. Preghiamo tutti insieme rivolgendo un pensiero e un ringraziamento a Dio.

Si inizia. Dopo i nostri primi tre pezzi salgono gli altri a cantare. Noi ci disponiamo alle loro spalle ed io li osservo e li ascolto. Sergio è in prima fila. Gli altri non li ho conosciuti. Ne vedo uno, proprio davanti a me, con delle spalle enormi e larghe. Dopo la loro esibizione riesco a capire che sono anche loro dei detenuti. All’inizio non me ne ero reso conto. Eravamo noi tra di loro e loro tra di noi. Una sola cosa. Ma quello con le spalle enormi mi ha colpito. Per andare avanti nella vita ci vogliono le spalle larghe, come le sue. Spesso per sopportare alcuni pesi che ci riserva la vita, devi averle le spalle larghe.

E lui era recluso perché non era riuscito a reggere il peso della vita oppure aveva prestato le sue spalle per qualcosa di poco lecito? Non lo so, ma ora quelle sue spalle larghe sono lì, su un palco, e danno il giusto sostegno ai suoi compagni ed amici per offrire quello che posseggono o hanno imparato nel laboratorio di canto e teatro. Probabilmente ora quelle spalle larghe, anche se da lontano, sostengono con onore la sua famiglia. John, il nostro corista di colore, mi fa notare che tra i detenuti presenti in sala non ce n’è nessuno di colore. E mi chiede: Come mai? Gli rispondo sorridendo: perché quelli di colore sono tutte brave persone! Anche lui sorride ma forse non crede a quello che gli ho detto.

Alla fine del concerto ci abbracciamo con i detenuti saliti sul palco. Loro ci fanno i complimenti perché hanno apprezzato la nostra esibizione. La stessa cosa facciamo noi. Veramente bravi. Ma del resto ci siamo anche miscelati in alcuni pezzi perché hanno recitato qualcosa durante il nostro canto. Eravamo tutti una sola cosa. Senza distinzione. Uomini e donne liberi nel chiuso di un capannone nel chiuso di un carcere. Cantava Lucio Battisti: il mio canto libero….. Alla fine del concerto noi del coro ce ne usciamo dal capannone e riattraversiamo i cortili per uscire fuori mentre loro, i nostri compagni di canto libero, ritornano in cella con qualcosa in più nel cuore. Mentre camminiamo sentiamo delle grida che escono da una delle centinaia di celle che ci circondano, al quarto piano di un edificio grigio simile a tutti gli altri. Mi giro e vedo un detenuto di colore che ha visto passare John e gli ha rivolto della parole di saluto, credo. Stavolta vedo John sorridente e felice perché non si è sentito solo in mezzo a tanti uomini bianchi. John, ma per caso sei razzista nei confronti di noi uomini bianchi? No, ma non sempre negli uomini bianchi l’anima è bianca e non sempre negli uomini neri l’anima è nera….

Francesco (uno dei coristi)

l’ evento visto dal testimone d’arte : Alessandro Freschi

Ho visto un evasione dal carcere, seguita da applausi ed occhi lucidi. La bellezza della vita a volte è nella meraviglia di un semplice ossimoro, nella meraviglia di vedere nel luogo simbolo della privazione di libertà, il carcere, qualcosa che è invece proprio luogo prediletto di evasione, li dove si è liberi di creare storie, incontri, essere ciò che si voglia per qualche ora e da questo misto creare nuove emozioni: un teatro. un palcoscenico ed un microfono dati a coloro per cui ci sono sempre troppe etichette e troppi pochi riflettori, sempre troppe condanne e pochi all’ascolto, è stata una grandiosa emozione assistere a quello spettacolo di meraviglia. Troppi pochi i posti dei cittadini spettatori, pensavo quasi durante lo spettacolo, marcata l’emozione per tutti e gli occhi lucidi per alcuni in certi momenti, di tanto in tanto si notava, da fotografo il cui sguardo cerca attimi nascosti, l’emozione degli stessi attori, le incertezze, la tensione della voce, e la forza recitativa di un paio di loro, quasi come a prendersi un attimo la loro gloria e dire la propria per una mezz’ora. Il loro momento di gloria per vite spezzate, per chi sembrava non poter ambire a palchi, e per una mattina dall’essere condannati, le cui storie sono scandite, immagino, nel quotidiano, per la pena sentenziata o.il reato, erano Sergio , Cosimo e gli altri sei: poeti, musicisti, attori emozionati alla fine di un corso che orgogliosi mostravano come avevano appreso ad emozionare, mi sembro un meraviglioso saggio, di quei saggi di fine anno, come a scuola o accademie di arte immaginate che bello, pensavo, tornando verso casa, stasera vado a teatro, dove, al carcere, saggio di fine pena, magari dando a quegli emozionati attori, la possibilità di raccontare le proprie storie.

Peppe Iovino: uno spettatore